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Social management

Cosa facciamo?

  1. Social managementOttimizzazione della presenza su Facebook (Creazione, ottimizzazione e personalizzazione della Pagina Fan).
  2. Diffusione del Brand su Facebook (Incremento dei fan, concorsi, strategie di promozione virale...).
  3. Integrazione tra i Social Media (Gestione e integrazione dei profili sui principali Social Media).
  4. Promozione online a 360° (Campagne AdWords, Facebook Ads, SEO…)

Quali sono i vantaggi del Facebook advertising

Targhettiziamo il tuo pubblico: come?

Non spariamo nel mucchio, andiamo subito a colpire solamente il gruppo o la nicchia che ti interessa.

Costa meno: infatti il costo della pubblicità su Facebook è inferiore rispetto a google adwords (per ora…) e quindi garantisce un ROI (ritorno di investimento) maggiore.  Moltissimi in realtà pensano che fare pubblicità su Facebook non sia difficile, il problema è che non sanno neanche dove cominciare.

 Verifica della tua pagina Facebook e analisi degli Insight.

 Creazione di un account inserzionista dal quale gestiremo tutte le tue campagne Facebook.

 Realizzazione grafica della pagina e post.

 Creazione della prima campagna Ads per incrementare la pagina di Fan in target con il Core Business dell’azienda.

 Pubblicazione di 3/4 post al giorno, 1/2 a sfondo sociale/informativo 1/2 in riferimento ad attività/news interne al soggetto.

 Targhettizzazione ottimizzata del pubblico di riferimento

 Risposte immediate alle notifiche di messaggistica istantanea

 Report mensili sull’andamento della pagina

I nostri pacchetti

PLAN

Number

minutes

Price

Price for 1 minute

Your text

Facebook Small

129

mese

2 post a settimana

Campagna like

Facebook + Instagram

199

mese

2+2 post a settimana

Campagna like

Facebook Large

249

mese

4 post a settimana + 1 GIF

Campagna like

Perché fare social media marketing?

Easyweb Consulting ti mette a disposizione un social media manager e stratega in social media marketing!

Perché?

La prima cosa che dovremmo chiederci è perché i social media sono così importanti nella vita di un’azienda al punto tale da richiedere una strategia ad hoc. Quello che spesso viene frainteso da chi lavora in azienda è il fatto che il motivo del nostro lavoro a qualsiasi livello è sempre strettamente legato alle risorse, un’azienda non si pone il problema della strategia, perché è giusto secondo un parametro assoluto, si pone il problema della strategia perché ci muoviamo in un mondo di risorse limitate e quindi la strategia ci deve aiutare ad ottimizzare le risorse che abbiamo o a quali risorse dare maggiore priorità tra quelle che dobbiamo acquisire. Non è un esercizio di stile legato a parametri assoluti ma qualcosa di molto pratico.

Perché dovresti affidarti alla nostra azienda quando parliamo di social media Strategy?

“Perché i mercati sono conversazioni” The Cluetrain Manifesto fine anni ’90.

Questa frase per quanto sia stata citata tante volte resta tutt’ora estremamente valida di significato. Per andare a comprendere meglio questa frase, dobbiamo riflettere su quello che Edelman definisce il “barometro della fiducia”, la fiducia è il parametro più importante quando parliamo di Business. Se non ho fiducia non ho voglia di sviluppare un Business. Siamo particolarmente influenzati dai nostri “peers” (pari) nel momento in cui dobbiamo fare un acquisto di qualcosa, soprattutto quando devo valutare le decisioni e i rischi. Questo fenomeno, unito alla possibilità di sviluppare una tecnologia come quella di internet particolarmente collaborativa ha generato dei nuovi modelli di consumo, per analizzarli potremmo utilizzare questo, che è stato coniato da Google nel 2011 “Momento di verità zero”.

Perché Google è così importante quando parliamo di "social comunication" nel web marketing?

Qualsiasi cosa un’azienda abbia prodotto e venduto sul mercato viene percepita dal consumatore attraverso 3 fasi: lo stimolo, il primo momento di verità e il secondo momento di verità.

Un utente prima subisce uno stimolo, passaparola o pubblicità, e diventiamo consapevoli che esiste un bene o servizio, dopo di che si passa al primo momento di verità, un approccio fisico del prodotto, entro in negozio e ho la prima esperienza fisica con l’oggetto. Infine arrivo all’esperienza vera e propria di acquisto e quindi consumo. Qui succedeva che se l’esperienza era soddisfacente tendenzialmente non ne parlavo, se ero super entusiasta ne parlavo se invece l’esperienza con il prodotto disattendeva le mie aspettative allora ne avrei parlato male, tuttavia prima di internet le aziende sapevano che esistevano queste cose ma sostanzialmente le ignoravano poiché il volume di chi ne parlava era limitato, (90/100 persone) e poi non era gestibile e pianificabile. Arriva internet arrivano i social e ora possiamo controllare tutto. (feedback). Google ci dice che la vera innovazione non sono tanto queste fasi ma un’ulteriore fase che Google chiama “momento di verità zero”. Tra lo stimolo (pubblicità) e primo momento di verità si crea una fase nella quale l’utente vede la pubblicità va a cercare online informazioni su quel prodotto/servizio (non ciò che dice l’azienda ma ciò che dicono gli utenti che ne hanno già usufruito di quel servizio) e in base a questo farà le sue valutazioni. Il momento di verità zero determina la decisione di acquisto. Se un’azienda vuole convincerci a comprare qualcosa deve stare attenta a presidiare bene il momento di verità zero. In questo senso i “mercati sono conversazioni. Chi controlla le conversazioni online attorno ad un prodotto o servizio e in grado di controllare le transazioni economiche che ne derivano e quindi generare un mercato. Questa intuizione si è diffusa con grande interesse, e con l’affermarsi dei social è stato influenzato da quest’ultimi. Prima era Google a presidiare unicamente il momento di verità zero. Dobbiamo perciò sviluppare una strategia unica che include gli obiettivi e situazione di partenza, in un anno circa.

Azienda di prodotto à organizzata intorno alla produzione di un prodotto preciso. Quando si approccia ai social quest’azienda potrebbe diventare autoreferenziale e sterile l’interazione.

Azienda che punta al profitto à puntano direttamente al profitto fregandosene del prodotto. (ex. Procter&Gamble) il loro profitto dipende a prescindere dal prodotto (arsana), queste aziende non hanno storie forti e hanno acquisito aziende già posizionate, il loro focus è sul profitto e non sull’eccellenza del prodotto.

Azienda di Purpose --> aziende che mettono davanti a loro una “finalità” un Purpose, aziende che dichiarano il fatto di voler vedere realizzato un cambiamento, producono un prodotto con caratteristiche precise e se tu sei d’accordo le supporti attraverso l’acquisto del prodotto. Il profitto è una conseguenza del prodotto che è una conseguenza di una ideologia, un cambiamento che un’azienda vuole vedere nel mondo. Queste aziende beneficiano sulle relazioni. (Apple). Possiamo collocare qualsiasi azienda all’interno di una di queste categorie, la domanda è come faccio però a sviluppare un’azienda di Purpose? Se io lavoro in un’azienda di profitto o di prodotto posso portarli ad essere aziende di purpose? La prima cosa che faccio è parlare di quello che vendo, come la produco e solo poche aziende arrivano ad un WHY. Perché tu esisti? Se riesco ad aggregare persone che hanno un forte senso del why, tutto quello che viene dopo con l’acquisto sarà una conseguenza.